bufale sul web

Bufale: spunti per affrontare il tema in classe

L’ho letto su Facebook” è la famosa formula ormai diventata un mantra e ripetuta non solo da bambini e adolescenti ma purtroppo anche da tanti adulti. Anche se alcuni potrebbero dire: “dai, come si fa a cascarci”, una riflessione in classe sul tema delle bufale insieme agli studenti è da prendere in considerazione.

Le bufale sono sempre state una questione seria, anche prima del web, di questi tempi però il loro numero è aumentato notevolmente grazie ai social network. In realtà il problema non sono le bufale in sé, ma il fatto che tante persone ci credano, si facciano un’immagine inesatta della realtà e prendano decisioni sbagliate riguardo aspetti importanti della propria vita.

Non tutte le bufale sono uguali
Alcune bufale non sono altro che pezzi satirici palesemente falsi come ad esempio questo post di un noto giornale, che prende di mira una canzone veramente scritta da un cantante famoso.

Altre invece sono spot pubblicitari, il cui scopo principale è diventare storie virali in modo da garantire visibilità a un prodotto, una persona o un marchio. In questo caso si sceglie l’ambiguità come espediente per mantenere alto il livello di attenzione.

Infine troviamo le bugie vere e proprie, di solito camuffate e presentate come notizie allo scopo di influenzare le opinioni del pubblico o semplicemente per attrarre visitatori verso un sito web.

Il click baiting
Spesso gli autori di bufale fanno uso del click baiting, ovvero una combinazione di titoli e immagini eclatanti per attirare click e quindi visualizzazioni verso un dato sito web. Questa rimane una tecnica controversa che andrebbe studiata anche perché sono sempre più i pubblicitari che ne fanno uso. L’anno scorso Facebook ha annunciato che penalizzerà i post che faranno ricorso a questa pratica.

Nessuno è immune
Può capitare a tutti di abbassare la guardia e credere a una bufala, il problema però più che la loro lettura è la loro condivisione, come si vede da questi tre esempi:

Qualche mese fa girava in rete la notizia di un senatore statunitense che aveva incontrato l’ISIS, provocando ovviamente lo sdegno corale del “popolo della rete”. Molte persone usano tuttora questa notizia seriamente per giustificare alcune posizioni politiche, anche se risulta evidente che discutere di argomenti seri basandosi su fatti inventati non giovi a nessuno.

Un altro esempio di questi giorni è quello di un parlamentare italiano che sul suo profilo twitter ha commentato come se fosse vera una bufala sulle due volontarie rientrate dalla Siria dopo un rapimento. L’attribuzione alle due ragazze di dichiarazioni mai pronunciate ha peggiorato sensibilmente il clima di scontro che si è andato a creare intorno a questo tema.

L’anno scorso si è parlato molto di Talking Angela, un app-gioco per smartphone e tablet che permette ai bambini di interagire con una gattina. La storia ha provocato terrore in molti genitori e bambini, convinti che nell’occhio dell’animale si nascondesse una webcam che permetteva a un misterioso uomo di mezza età di sbirciare nell’intimità dei pargoli. Questa notizia si è diffusa anche grazie ad alcuni giornali che hanno contribuito a darne un’immagine di veridicità. Ovviamente non è vero, come racconta un ispettore della Polizia Postale.

Che fare allora?
Una delle cose meravigliose del web è che si possono condividere informazioni in tempo reale con amici e conoscenti. Per non trasformare questo vantaggio in una sciagura bastano pochi accorgimenti prima di condividere una notizia.

  1. Mai fermarsi al titolo e leggere tutto.
  2. Controllare se la notizia è stata lanciata da altri siti, verificare se il testo è uguale.
  3. Cercare la sezione “chi siamo”. Un sito serio spiega nel dettaglio cosa fa e perché.
  4. Mai condividere articoli senza autore.
  5. Se il dubbio resta non condividere, è peggio propagare il falso.

Da consultare
Per approfondimenti sull’argomento “bufale” si può visitare Bufalopedia, a cura di Paolo Attivissimo ed Elena Albertini. Oltre a una lista alfabetica di bufale c’è un interessante elenco di siti, non solo per smascherare notizie false ma anche per crearle. Vedere per credere.

 

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