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La Grande Guerra: “vecchia storia”, nuovi contenuti.

Dall’inizio di questo 2014 sono fiorite le iniziative per narrare, a 100 anni dal suo scoppio, la Prima Guerra Mondiale, la “Grande Guerra” anche in fatto di vittime e devastazione. Nelle scuole, nei musei, nelle biblioteche fioriscono piccole e grandi attività per conoscere, ricordare e approfondire il sanguinoso conflitto, in grado di mutare il volto geografico dell’Europa degli anni 20′ del Novecento.
Sono numerose anche le iniziative sorte sul web mirate a mettere a disposizione documenti storici digitalizzati, frammenti di volti e storie minori, che vogliono essere esplorate e raccontate secondo percorsi tutti da costruire.
Nel progetto  finanziato dall’UE, Europeana, per costruire un archivio digitale europeo sulla Grande Guerra, confluiscono  materiali di biblioteche di 8 stati diversi, centinaia di migliaia di documenti consultabili tramite un semplice motore di ricerca interno.
Anche RaiEducational con Grandeguerra.rai.it propone un vasto numero di materiali, soprattutto audiovisivi, tra cui anche vecchie interviste a testimoni diretti più o meno illustri del conflitto. Utile  la sezione “timeline”; interessanti le storie di vita e di costume raccontate da Lucarelli nella sezione “100 anni di storie”.
Tra le iniziative rivolte alle scuole da segnalare  100 Cento Anni Grande Guerra: le scuole per la storia, portale che invita alunni e docenti a confrontarsi sul tema e a contribuire attivamente a produrre nuovi contenuti con linguaggi multimediali. Lo strumento della mappa interattiva consente di caricare facilmente i report realizzati dalle scuole, geolocalizzandoli.
E’ chiaro, la Prima Guerra Mondiale per un giovane tra i 12 e i 19 anni è senz’altro un “argomento scolastico”: non avrà certo nonni o bisnonni in grado di fornire ricordi diretti, c’è quindi il rischio di affrontarlo come un insieme di date e nozioni in cui i nomi di battaglie e di illustri volti si sommano senza produrre valore. Benvenute allora, le idee per attualizzare il rapporto tra questo grande capitolo della storia del Novecento e le giovani generazioni.
La Ubisoft Montpellier ha cercato di andare in questa direzione quando nel giugno di quest’anno ha presentato il  videogioco “Valiant Hearts”. Un gioco di avventura ambientato durante il conflitto, dalla realizzazione così efficace da emozionare, coinvolgere e commuovere fin dal primo momento di gioco. La grafica in 2 D infatti, non limita il giocatore ma lo proietta dentro una avvolgente graphic novel animata. La trama del gioco è molto articolata: è la storia di una famiglia francese composta dal padre Emile, da sua figlia Marie, dal marito tedesco di questa, Karl e dal loro bebè Victor. Nel momento in cui la Germania dichiara guerra alla Russia, la Francia, in risposta ai nuovi bellicosi segnali, inizia a deportare i tedeschi che vivono nel proprio territorio. La famiglia sarà separata e gli uomini arruolati nei rispettivi eserciti. Karl ed Emile, parenti che combattono su fronti opposti.
Oltre a loro incontriamo anche Freddie, soldato americano arruolato come volontario nelle truppe francesi,  Anna, studentessa belga e volontaria infermiera al fronte, figlia di uno scienziato e il cane Walt, immancabile aiutante dei protagonisti del gioco.
Il nemico comune è il Barone Von dorf e il suo esercito, nella cui unità verrà arruolato anche Karl. Il Barone è responsabile della morte della moglie di Freddie e del rapimento del padre di Anna, costretto a creare nuove armi tecnologiche per lui. L’obiettivo? Riunire la famiglia e sconfiggere il Barone. Negli schemi di gioco sarà possibile interpretare ogni personaggio e il cane Walt sarà sempre al nostro fianco come obbediente aiutante, .
Ogni dettaglio del gioco, benché la storia sia inventata, è ispirato a foto, lettere dal fronte e luoghi dove sono avvenute battaglie importanti come quelle della Marna e della Somme sul Fronte occidentale. Non è uno “sparatutto”: le missioni vengono compiute risolvendo dei rompicapo, come trovare la giusta combinazione per innescare l’esplosione di una centrale che produce gas tossico, evitare i bombardamenti, trovare strategie per muoversi nelle trincee nemiche e molto altro. Come nella reltà, la solidarietà espressa dai personaggi verso gli altri, in questo duro scenari di guerra, viene ricompensata e dona al gioco un forte impatto emotivo. Disseminati nel percorso di gioco, un centinaio di oggetti da raccogliere, che raccontano le vita del periodo. Il giocatore può disporre di indizi nei momenti di difficoltà e delle schede storiche di approfondimento consultabili in ogni momento. E’ consigliato dai 12 anni in su, ma è interessante anche per un adulto. Perchè non suggerirlo agli alunni di una classe seonda o terza di una secondaria di primo grado? Molti di loro sono giocatori di videogame e spesso di giochi con contenuti su cui potrebbero essere aperte vaste discussioni. Questo gioco, credo sarebbe in grado di avvicinare alla Grande Guerra anche i più refrattari, stimolondo domande e soddisfacendo la curiosità..

Fonte immagine:

http://valianthearts.ubi.com/game/it-it/home/index.aspx

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